RadioDays intervista uptempo

Up-People: Radio Days

È uscito il 21 maggio 2021 per Ammonia Records il nuovo disco dei milanesi Radio Days dal titolo Rave On!.

Il sound è quello al quale il trio ci ha abituato in questi anni: un Powerpop danzereccio e con spiccate reference brit. Testi leggeri e spensierati e tanta voglia di fare festa. Ma anche qualche riflessione a tematiche più profonde.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

Ciao Radio Days! Già dal vostro nome si capisce tutto di voi e della vostra musica: singoloni potenziali hit radiofoniche con sonorità rock poppeggianti e vintage, un po’ beat un po’ punk e sempre dal tiro altissimo. Come nasce il vostro mondo sonoro e visivo?

Ciao e grazie mille! E’ esattamente quello che cerchiamo di fare, belle canzoni con melodie che rimangono in testa, armonie vocali, chitarre elettriche basso e batteria. Non vogliamo inventare niente ma vogliamo fare bene quello che amiamo. Con i Beatles e i Ramones nel cuore senza dimenticare tutto il Powerpop più classico di gruppi come i Rubinoos, i Knack, I Beat di Paul Collins di cui siamo follemente innamorati.

Il vostro nuovo disco è Rave On! pubblicato in digitale, streaming ma anche in vinile (coloratissimo). Ce lo raccontate?

Con Rave On! siamo particolarmente soddisfatti. Il disco è uscito in Europa per Ammonia Records e Rock Indiana Records (Spagna) in versione CD, in USA per la Sounds Rad in versione CD e Musicassetta (!) e in Giappone per Wizzard in Vinyl in versione CD. La storica etichetta tedesca Screaming Apple si occupa dell’uscita in vinile e non potremmo essere più felici. Pensiamo che il vinile sia il formato ideale per ascoltare la nostra musica e abbiamo sempre stampato i nostri dischi su vinile anche quando non era “di moda” come ai giorni nostri.

Nei brani c’è soprattutto tanto divertimento. Come nascono i vostri testi?

Hai perfettamente ragione, tendiamo a prediligere tematiche abbastanza leggere, le classiche love song tanto care ai primi Beatles. Poniamo l’attenzione massima alla melodia e all’armonia tentando di scrivere canzoni che facciano divertire l’ascoltatore in maniera decisamente spensierata. Spulciando però qua e la nei nostri dischi si può trovare qualche eccezione alla regola… Nel nostro ultimo disco Rave On! ad esempio in Meltdown parliamo della depressione e di come sia difficile affrontarla e superarla. 

Avete uno zoccolo duro di fan sparsi davvero in tutto il mondo, fino in Giappone e negli Stati Uniti. Ma se cantaste in italiano forse qui potreste fare “il botto”. Ci avete mai pensato?

Non ci abbiamo mai pensato seriamente perchè tutti i nostri riferimenti musicali vengono dal mondo del suono British anni ’60 e dal Powerpop e dal Punk anni ’70, quindi decisamente anglofoni. In passato abbiamo anche avuto una proposta da un grosso produttore Italiano per cantare in italiano e tentare una carriera diversa ma abbiamo deciso di proseguire per la nostra strada.

In sostanza che rapporto avete con la scena musicale (tutta) del nostro Paese?

Ci piacciono le band che hanno una visione simile alla nostra della musica, mi vengono in mente i Peawees, i Giuda, i Bee Bee Sea… In generale purtroppo c’è però più attenzione e interesse all’estero.

Sappiamo che tornerete a breve sul palco. Come avete fatto a sopravvivere senza i live in questi mesi di chiusure forzate?

E’ stata davvero dura… Ci siamo concentrati sulla registrazione di Rave On! che è andata davvero per le lunghe anche a causa del COVID. Fortunatamente però inizia a vedersi una luce in fondo al tunnel. A settembre siamo stati invitati a un Festival Powerpop a Londra, il Pump It Up Weekender e stiamo organizzando un tour in Spagna per il 2022!