Serry’s song of the day: Summer On a Solitary Beach – Franco Battiato

Quando sono venuto a conoscenza della morte di Battiato, mi sono sovvenuti due episodi epifanici che, a loro modo, hanno influenzato profondamente mia vita.

Il primo episodio risale a qualche giorno molto afoso di un’estate tra il 2005 e il 2007. Come da routine, ci stavamo trasferendo per la stagione nella casa al mare: durante il tragitto in macchina, circondato dalle valigie e dalla spesa, fissavo il mare che scorreva veloce a fianco alla strada. Proprio in quel momento la radio passò Summer on a Solitary Beach: fu come un fulmine a ciel sereno. Rimasi completamente affascinato da quella musica nostalgica e dalle parole “difficili” che riuscivano magicamente ad immergermi nell’atmosfera descritta nella canzone, creando tutt’intorno un ambiente quasi tangibile e concreto. Folgorato, per la prima volta capii cosa volesse dire essere grato per quello che si ha, anche solo per un attimo di serenità rubata.

Il secondo episodio, curiosamente, si è svolto sempre durante un viaggio in macchina, in un giorno di dicembre del 2016. Era un periodo particolarmente triste e difficile, e, mentre ritornavo a casa dopo l’ennesima lite con la persona che amavo, dalla radio risuonarono ancora le note di Summer On a Solitary Beach. A quel punto della mia vita conoscevo molto bene Battiato e avevo ascoltato quella canzone ormai decine e decine di volte: ciononostante, rimasi di nuovo folgorato dai quei versi: Quando il sole ci nutriva / Di tanto in tanto un grido / Copriva le distanze. Mi resi conto che parlavano esattamente di me.

E così, risentendo la canzone e riprovando le stesse lontane emozioni, capii di essere meno solo: c’era pur sempre un’altra persona che aveva espresso in arte alcune emozioni che pensavo essere troppo difficili da provare, proprio perché non condivise.

La forza di Battiato stava proprio nell’indicare una strada ben precisa per trovare ordine nell’emotività caotica, accompagnando il pensiero dell’ascoltatore verso una pace nostalgica. È il potere dei maestri dell’intelletto: guidare tutte quelle persone che si sentono fuori dagli schemi del pensiero e del sentire comuni, per rassicurarle del fatto di essere nel giusto anche quando il mondo gira dalla parte opposta.

Il nostro Franco era uno dei più grandi rassicuratori, parte dell’ultima generazione dall’intelletto anti-ideologico ed emotivo. Ecco dove sta la grande tragicità della sua morte: la scomparsa di un altro tassello di quel mondo che aiutava a tenerci a galla, ci fa rendere conto di dover continuare ad affrontare la vita con un’arma in meno.

Da ascoltare per ricordarsi che anche nei momenti più difficili si può provare conforto nell’emozioni provate da un’altra persona

ABBINAMENTI

Film Consigliato: Mediterraneo

Libro Consigliato: La collina dei conigli

Drink Consigliato: Calice di Barbera