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Up-People: Hofmann Orchestra

La Hofmann Orchestra debutta con il disco “Ouverture”, un lavoro rock nel quale tempi dispari e satira la fanno da padroni e che sta regalando ai tre ragazzi romani le prime soddisfazioni, come essere inseriti nella playlist editoriale di Spotify “Rock Italia”. Li abbiamo intervistati per conoscerli meglio e per capire cosa significhi la parola rock nel 2021.

Ciao ragazzi! Il 21 aprile è uscito “Ouverture”, il vostro nuovo disco. Il titolo dell’album e il vostro nome, Hofmann Orchestra, fanno pensare a tutto fuorché al rock. E invece…

…e invece siamo proprio un trio rock! Tuttavia, come puoi intuire dal nome, cerchiamo di non pensare esclusivamente come tale. Durante la fase di arrangiamento dei brani, ad esempio, preferiamo astrarci dal concetto classico di band provando a ragionare come una vera e propria Orchestra.

 Quindi: chi è la Hofmann Orchestra e cosa vuole fare con la sua musica?

 Siamo tre ragazzi di Roma che si sono conosciuti tramite annunci ed amicizie in comune e che adesso cercano di proporre una musica con una giusta dose di originalità e personalità. Non abbiamo tuttavia velleità da avanguardisti o sperimentatori, anzi troviamo spesso alcune di queste correnti un po’ fine a sé stesse e autocelebrative.

Com’è stata la scrittura e la produzione di queste nuove canzoni?

Dal punto di vista compositivo (testo e melodia) il processo è stato molto immediato e naturale, mentre la parte sicuramente più complessa sono stati gli arrangiamenti, soprattutto perché avevamo l’intenzione di restituire una certa dignità agli strumenti ponendoli allo stesso livello della voce. Anche la ricerca sonora ha subito diverse fasi di revisione, un passaggio inevitabile visto che una nuova formazione ha sempre bisogno di tempo per tirare fuori la propria identità.

Qual è il brano più rappresentativo di tutto il lavoro e perché?

E’ sempre un po’ complicato rispondere ad una domanda del genere e credo che ci vorrebbero anni per dare una risposta lucida ed esaustiva. Teniamo molto ad ogni brano perché ognuno ha delle caratteristiche e dei pregi peculiari. Ad esempio potremmo segnalare il singolo “Tutti i nudi vengon al petting”. Un brano che ha subito una grande evoluzione, partendo dal primo provino infatti siamo infatti riusciti a costruirlo gradualmente in sala mantenendo intatti melodia e testo. 

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Descrivendo “Ouverture” avete parlato di una rinascita personale. Cosa significa?

Significa che tutti e tre avevamo messo in pausa la nostra vita dal punto di vista artistico.

Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto traspariva la voglia di riprendere in mano la propria vita (artistica) e stavolta senza farci travolgere da circostanze esterne. 

E invece la rinascita del rock in Italia? Ci credete? Dopo l’ultimo Sanremo è una parola sulla bocca di tanti…

Sì ci crediamo, anche se Sanremo probabilmente è più una conseguenza naturale di quello che sta accadendo. 

Anche la musica ha sempre avuto dei cicli come negli anni ’80 dove c’è stata una fase in cui il rock sembrava essere in crisi. Quindi il rock sicuramente tornerà ad essere preso in considerazione più seriamente ma sarà anche compito di chi fa un certo tipo di musica impegnarsi a proporre qualcosa di altissima qualità sia dal punto di vista musicale che culturale.

Concludiamo ringraziandovi e lasciando le ultime righe a voi. Sfogate ogni altri pensiero.

Dopo questo sfortunato periodo speriamo ci sia presto l’occasione di incontrarci ad un nostro live! Ci piacerebbe vedervi tutto sotto al palco..e ricordatevi che prima o poi “Tutti i nudi vengon al petting” 😀