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Serry’s song of the day: Impressioni di Settembre – PFM

Immaginatevi di essere a bordo della vostra Alfa Romeo Giulia, nell’estate del 1972. State sfrecciando verso la costa e l’aria frizzante e umida vi fa lacrimare leggermente gli occhi: sono le sette di sera e il sole sta iniziando a discendere verso l’orizzonte. All’improvviso, subito dopo la fine di un brano di Battisti, dall’autoradio il DJ annuncia il brano successivo.

pfm foto bianco e nero

Il titolo è enigmatico, il nome della band quasi buffo. Ascoltate la melodia uscire dalle piccole casse dell’auto: non sapete bene come, ma vedete la musica fondersi con l’aria che respirate in modo quasi visibile. I suoni della canzone vi sorprendono: nella loro mancata linearità, invece di estraniarvi, vi riportano di colpo alla vostra essenza, ormai dimenticata da tanto tempo. Vi siete improvvisamente gettati alle spalle, per sei minuti, il finto costrutto sociale che vi siete imposti per sopravvivere, ritornando traumaticamente e beatamente alla verità, alla realtà.

Ecco, così immagino dovesse sentirsi una persona qualsiasi al primo ascolto di Impressioni di Settembre, capolavoro rappresentativo della prima ondata del Progressive Rock italiano. L’impatto di questo brano nell’immaginario culturale italiano è pionieristico: esso infatti rappresenta il primo esempio di musica colta, con tutte le caratteristiche di un brano non facilmente ascoltabile, a diventare una hit popolare. Merito del sapiente ricamo pionieristico di Di Cioccio, Pagani e Mussidda, capaci di telare cantautorato italiano, musica classica, Jazz e cultura mediterranea in un’unica sontuosa veste acustica, strizzando l’occhio ai britannici King Crimson.

Il Prog Rock italiano ha avuto il grande merito di invertire la rotta che ha guidato per decenni la musica popolare: nel triennio ‘71-‘74, gli autori italiani andarono alla ricerca della sperimentazione invece che del successo, producendo gemme che hanno catapultato il melting plot musicale del nostro paese nell’Olimpo della musica sperimentale. E, per la prima volta nella storia italiana, il pubblico si fece trascinare da una sorta di ipnosi artistica, comprendendo (e comprando!) quella musica tanto lontana dagli yè yè a cui era stato abituato nel decennio precedente.

Lo sappiamo, è stato un periodo molto breve, soppresso senza pietà dalle note ballabili della Disco music, ma guardiamone il lato positivo: anche se brevi, i miracoli culturali nascono proprio quando il conformismo sembra imperare, portando un soffio di vita che può avere echi decennali.

Salvezza.

Da ascoltare subito dopo i vostri trenta minuti di yoga mattutini

ABBINAMENTI

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