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Up-People: A-Lex Gatti

Il 26 marzo segna la data d’uscita di “Lost in your smile”, un nuovo tassello aggiunto al trittico composto dal cantautore di Carrara, A-lex Gatti. “Lost in your smile” è un brano introspettivo che ricorda il grunge statunitense alle sonorità e contenuti che invece provengono dalla musica cantautorale italiana.

Nella nostra intervista cerchiamo insieme all’autore di scandagliare i suoi sentimenti più profondi.

Ciao A-lex, il 26 marzo pubblichi il tuo nuovo singolo “Lost in your smile” ti va di raccontarci qualcosa del brano?

Ciao a Tutti!!

Il brano è una riflessione su tutto ciò che vuol dire amare in ogni sua forma. E nella sua primaria forma, ovvero l’amore verso noi stessi. Capita spesso a molti, senz’altro a me, di vedersi con occhio molto critico ed arrivare a odiare i nostri difetti, che magari son meno visibili o comunque meno importanti di quello che crediamo. Mentre invece questi difetti siamo noi. Il noi è la somma di tutte le caratteristiche che ci compongono e per questo siamo unici. E come tali, siamo un dono. Per noi, per chi ci circonda… e troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Il ritornello del brano ripete and “the gift is you” (cioè il regalo sei proprio tu), quanto secondo te è importante riconoscere a sé stessi di essere un dono, prima di riconoscere questa caratteristica ad altri?

Direi importantissimo. Bisognerebbe prendere il più possibile coscienza di cosa siamo e cosa vogliamo. E imparare ad apprezzarci di più. Viviamo in un mondo che ci dice che bisogna essere perfetti e super performanti in ogni occasione. Che bandisce il difetto e la diversità. Quando in realtà è proprio tale differenza che ci rende unici rispetto agli altri

Credi che i tuoi tre singoli possano essere collegati in qualche maniera da una linea tematica costante?

La linea tematica c’è, effettivamente. Parlano tutte di diverse emozioni e difatti dovevano inizialmente comporre un Ep. Volevo creare una sorta di raccolta di quello che è il mio pensiero al riguardo e chissà, magari un giorno chiuderò il cerchio e lo amplierò.

Il tuo ultimo singolo ha delle sonorità che mi ricordano molto quel grunge rock alla Eddie Vedder, sbaglio?

Attingo e ho sempre attinto a quella parte di musica. Nasco metallaro per poi essermi follemente innamorato di tutta la scena Grunge. Sono le sonorità che più sento affini e direi che anche nella mia musica qualcosa in quella direzione viene sempre fuori.

A questo punto ti chiederei di consigliarci tre ascolti che per te in questo momento sono imprescindibili!

“Superunknown” dei Soundgarden (appunto!)

“Revolver” The Beatles

“Ok Computer” dei Radiohead