Serry’s song of the day: An Introduction To The Album – The Hotelier

Per la nostra generazione, la parola emo riporta ad un modello stereotipico legato ad un periodo di intermezzo della storia della musica (2005-2009): ragazzi con ciuffi laccati, eyeliner, finti tagli sulle braccia, auto-appellativi “semi-brudal”, peluche con teschi e magliette di un vasto range di band (che andavano dai Green Day allo sconosciuto gruppo Screamo locale). 

La nostra percezione “storica” del movimento e della musica emo non solo è scorretta (e legata per lo più agli aspetti pop e commerciali della “terza wave”), ma anche fuorviante perché traviata da una comunicazione mediatica totalmente ingannevole. La musica emo, nelle sue varie ramificazioni, è nata negli anni ’80 e ha avuto il suo apogeo a fine anni ’90 (la cosiddetta “seconda wave” o Midwest Emo), dove si è evoluta in tanti sottogeneri ormai diventati cult: dal math rock all’emo-core, passando per il post-rock americano.

Le tematiche trattate dalle band della seconda ondata riguardavano principalmente argomenti intimi ed introspettivi: la morte, la depressione, il lutto e la sua elaborazione. La tragicità dei testi veniva accompagnata da un’espressività vocale “imperfetta” e fuori dal comune, da un ritmo musicale sincopato e dall’abbandono del 4/4 a favore di tempi più creativi. Insomma, eravamo molto più vicini alle camicie di flanella dei vari Kurt ed Eddie che alle matite nere di Billie Joe.

Gli Hotelier si rifanno ai principi e alle sonorità del Midwest Emo, andando a collocarsi nella nuova ondata revival del genere, iniziata con la pubblicazione dell’album di cui la canzone analizzata oggi è l’introduzione (ah, i titoli serafici!). An Introduction To The Album è una perfetta overture, anticipando le tematiche dell’opera attraverso la voce straziante di Christian Holden: il pentimento, la solitudine, il rapporto con il proprio corpo e con la mancanza (di sostanze, di amore, di persone care scomparse). Uno studio viscerale sul lato peggiore dell’adolescenza: la mancanza di comprensione degli altri verso la propria trasformazione:

I can’t seem to burn bright enough / I’m cold and I’m left alone / We’re all alone / Grab a hold / I know I said to not / What the fuck do I know? / I had a chance to construct something beautiful and I choked / I chocked / I chocked

Da ascoltare per ricordarsi che accettare la propria melanconia è il primo passo per trovare serenità

ABBINAMENTI

Film Consigliato: Elephant

Libro Consigliato: Il Giovane Holden

Drink Consigliato: Old-Fashioned