Te quiero Euridice intervista uptempo cover

Up-People: Te Quiero Euridice

Non hanno voluto spoilerare nulla sul nuovo disco in cantiere a cui stanno lavorando i Te quiero Euridice, lasciandoci il giusto tempo per poter ascoltare ed affezionarci ai primi due singoli in uscita poche settimane fa; Shhh e Lampadine i quali, anticipano il loro secondo lavoro discografico in fase di elaborazione.

Quello dei Te quiero Euridice o  abbreviato TqE,  è un progetto dei ventenni Pietro Malacarne ed Elena Brianzi nato a Piacenza nel 2016 nel bel mezzo di una festa liceale, allorquando, i due amici uniti dal prediletto per la musica pensarono che il miglior modo di presentare la loro realtà musicale, che di lì a poco diede il nome alla band, doveva essere legato al quel mito incontrato tra le pagine di letteratura, quello di Orfeo che decantava l’amore per la sua amata Euridice, una storia nella quale gli stessi ritrovano la loro vera identità.

Il loro primo singolo i miei polsi del 2018, estratto dall’ EP Due è stato uno dei brani finiti in Viral 50 su Spotify e che ha segnato per i TqE l’inizio di una serie di importati esibizioni live, facendo gli stessi da gruppo spalla a diversi concerti, tra i quali quelli di MOX, Rovere e I Segreti. Basta poco per lasciarsi prendere dalla musica dei TqE in cui l’indie/pop si fonde con un pizzico di folk e racconta di storie leggere e sincere legate ai loro e ai nostri vent’anni.

Ciao ragazzi, è da poco uscito il vostro secondo singolo “lampadine”. Mi spiegate di cosa parla?

Lampadine parla della crisi di una storia d’amore, di due persone che nonostante tutte le complicazioni sono unite da un legame forte.

Le crisi d’amore, quelle soprattutto dei vent’anni, sono spesso legate a momenti di crescita e cambiamenti. In relazione alla vostra musica, quanta importanza hanno questi momenti?

I momenti di crescita e cambiamento portano spesso con sé una serie di sentimenti ed emozioni super complicate, quindi ovviamente ne scriviamo, è un modo per capirli.

C’è correlazione tra “lampadine” e “shhh”, primi singoli estratti dall’album in uscita che ci attende?

Il filo rosso che lega questi due brani è sicuramente il mondo delle relazioni, e dei legami, nel modo in cui possono essere vissute da due ventenni. A livello di sound, i due pezzi mostrano sfumature diverse della nostra musica.

Quando prevedete l’uscita del vostro album e cosa conterrà? Potete svelare in anteprima il titolo?

L’album uscirà quest’anno ma non vogliamo spoilerare nulla per ora. Anche perché ci saranno altre sorprese prima dell’uscita del disco. Se avessimo deciso il titolo ve lo diremmo, ma in realtà per ora non sappiamo neanche noi come si chiamerà.

A cosa vi siete ispirati per questo secondo progetto in uscita e, principalmente, da dove nasce quella scintilla che fa accende la creatività per comporre la vostra musica?

Noi raccontiamo ciò che viviamo, è il nostro modo per capire la realtà che ci circonda. Il nostro processo creativo non è sempre uguale, alcune canzoni sono scritte interamente individualmente e altre sono a quattro mani. 

In un pezzo del vostro primo ep DUE, Elena canta: “in mezzo alle tue braccia di cera vorrei sentirmi una famosa cantante”. Cosa sognate per la vostra musica e quali desideri si nascondono dietro un sound così fresco e leggero?

Noi speriamo che più persone possibili possano sentire le nostre canzoni, che le nostre parole possano diventare di tutti.

te quiero euridice Lampadine cover singolo

Vi va di raccontare, per chi ancora non vi conoscesse, quando vi siete incontrati e come è nato il vostro progetto?

I TQE nascono una sera, a una festa negli ultimi anni di liceo, quando abbiamo deciso di mettere su una band. Da lì non ci siamo più fermati. Tante cose sono cambiate ma in fondo rimaniamo due amici a cui piace fare musica.

Te quiero Euridice oltre ad essere il nome del vostro duo musicale è anche il titolo di un brano contenuto nel primo ep. Si riferisce al mito di Euridice ed all’amore decantato da Orfeo per essa. Perché avete pensato proprio a questa storia per identificarvi?

Il nome Te quiero Euridice è nato quasi per caso, ma nella nostra musica rivediamo un po’ Orfeo che canta per la sua amata, per questo il nome non è mai cambiato e pensiamo che possa rappresentare davvero la nostra identità.

Quale messaggio, principalmente, avevate voglia di far passare con la vostra musica e cosa sperate che arrivi a chi vi ascolta?

Ci piacerebbe che la nostra musica fosse come un grande specchio, dove tutti possano osservarsi, riconoscersi, vedersi cambiati, perché alla fine la musica non è mai di chi la fa, ma di chi l’ascolta.

Concludiamo con l’ultima domanda: quanto vi mancano i live e cosa state progettando per i primi concerti a cui potremmo venirvi a sentire?

Riteniamo i live una parte indispensabile nella crescita di un artista, in più ci manca tanto suonare… un po’ di progetti ci sono, speriamo di poter ritornare presto su un palco!

di Melania Rosati

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