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Up-People: Dirt O’ Malley

Dirt O’ Malley, musicista, producer e rapper, dopo una piccola pausa post Covid, ritorna in scena con Tuono e Fuori da Tutto usciti lo scorso 11 Dicembre.

I due singoli, disponibili in tutti i digital stores, sono di un’eclettica peculiarità e si trovano dall’altra parte dell’equatore rispetto alla trap di massa di questi ultimi tempi. 

Dissociarsi dal contesto in cui ci si trova è piu che normale, se non sano a volte, e in Fuori da Tutto questa è la prospettiva centrale. Il rapper palermitano trascrive i dettagli di pensieri difficili da parafrasare ma, stranamente è facile identificarcisi.

Tuono, invece, è un brano inondato da riflessioni scettiche trasportate dalla base trap e qualche nota di pianoforte prima del bridge; un’analisi introspettiva senza risposta però, una traccia decisamente enigmatica. 

Sofisticata è la scelta di intrecciare i due brani sopracitati in un solo videoclip. E’ una presentazione che non vuole perdere tempo e di una qualità assurda e coinvolgente, grazie anche al fatto di aver utilizzato come background una Palermo vista con occhi più intimi.

Non vediamo l’ora di sentire Dirt O’ Malley live, nel frattempo abbiamo fatto una chiaccherata insieme. Qui sotto trovate l’intervista.

Dirt O’ Malley è un nome molto interessante, mi ricorda in qualche senso Ol’ Dirty Bastard, è un omaggio all’hip hop old school o ha tutt’altro background?

In realtà è un mix tra più cose, in primo luogo si, Dirt è chiaramente un omaggio a ODB Per tutto ciò che ha rappresentato durante la mia crescita, mentre O’Malley l’ho scelto perché ho delle lontane discendenze irlandesi e volevo qualcosa che riportasse un po’ a quel mondo lì.

Con l’uscita di Fuori da tutto, abbiamo un’ottica più intima, intricata e fragile a tratti rispetto ai tuoi progetti precedenti e la base trap rende il tutto plurivalente. Sostanzialmente qual è l’obiettivo principale che hai in mente per chi ti ascolta?

Il mio obbiettivo principale è tirare fuori tutto quello che ho dentro non lasciandomi racchiudere da un genere.

Con la mia musica tendo a descrivere un momento specifico, una sensazione, un qualcosa che anche solo per un secondo mi porti altrove.

Cerco di trasmettere queste mie sensazioni e penso che non ci sia niente di più bello di qualcuno che si rivede in ciò che scrivi.

Fuori da Tutto, il singolo, ci rimanda ad una percezione di malinconia a fine serata in un club per esempio, quando raccogli tutto quello che è rimasto delle intenzioni adrenaliniche iniziali. Cosa avevi in mente quando l’hai scritta?

Avete centrato in pieno il mood, Volevo trasmettere proprio questo! Fuori da tutto rappresenta per me l’attimo in cui finisce la festa, l’ultima sigaretta prima del ritorno alla realtà quotidiana, quel lungo tragitto verso casa in cui riaffiorano l’angoscia giornaliera mentre vorresti restare ancora fuori da tutto.

Mentre nel brano Tuono, ci sono varie domande, dubbi e paure. Il suono dei tuoni materializza il turbamento matrice della canzone. Ritieni che la sensazione di inadeguatezza sia interna che esterna è un tratto collettivo delle ultime generazioni?

Penso di si, chi più chi meno ma è qualcosa che almeno dal mio punto di vista sta toccando sempre di più tutte le nuove generazioni.

C’è chi riesce a crearsi una corazza abbastanza spessa da non fare vedere le proprie fragilità mentre c’è chi impara a conviverci e certe volte riesce anche a portarle a proprio vantaggio. Non c’è un modo giusto o sbagliato per affrontare queste sensazioni, penso che l’importante sia vivere e sperimentare su se stessi.

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La scena Trap/ Hip hop italiana è combattuta tra Milano e Roma, con qualche eccezione. La tua esperienza palermitana fa sicuramente una grande differenza, in che modo?

La mia esperienza è appena iniziata, c’è ancora tanta strada da fare. Palermo è una città stupenda ma molto difficile, bisogna capirla e saperla apprezzare,

Quello che noto però è il fermento che si è creato negli ultimi anni qui a palermo, ci sono tanti artisti emergenti e non che si stanno dando da fare e questo mi fa ben sperare per il futuro.

A tal proposito, quali sono le tue maggiori influenze musicali?

Le mie influenze cambiano molto velocemente ma nonostante questo ci sono degli artisti che mi continuano ad ispirare come: Jamie XX, the blaze, Westside gunn, freddie gibbs, drake. Nell’ultimo periodo sto ascoltando tantissimo baby keem, la sua musica ha un qualcosa di speciale che riesce ad ipnotizzarmi.

Nonostante la Trap sia conosciuta come sottoprodotto dell’hip hop con intenzioni comuni sembra d’altro canto ormai una wave a sé stante, in grado anzi di sperimentare e unire altri generi toccando temi più profondi ed attuali in modo più dinamico. Questa libertà sicuramente influirà sul tuo processo creativo, parlacene un po’.

Io sono una persona che ama la musica in quanto musica, corro sempre verso ciò che mi può dare più libertà. La trap mi ha dato la possibilità di spaziare e sperimentare, grazie a lei sono riuscito a trovare un mio mood ma forse tutto questo prima o poi cambierà e troverò casa da qualche altra parte

Quali difficoltà hai trovato, se ne hai trovato, nel lavorare in questo nuovo clima complesso per gli artisti?

Non vi nascondo che durante la prima ondata ero terrorizzato. Sono un grandissimo ipocondriaco e per me è stato come svegliarsi in un incubo. Piano piano sono riuscito a razionalizzare e adesso sento che psicologicamente il peggio è passato. Per quanto riguarda la musica pensavo che stare chiuso in casa avrebbe aumentato la mia concentrazione ed in un primo momento è stato così, ma poi come tutti ho iniziato ad accusare il colpo ed ho sentito la mancanza della vita sociale e dei propri affetti. Per quanto riguarda i live è davvero dura sopratutto per un emergente come me che ha bisogno di calcare più palchi possibili per fare esperienza. Bisogna stringere i denti e sperare che tutto prima o poi migliori.

Per salutarci ti chiediamo cosa ci dovremmo aspettare da te in futuro.

Nel mio futuro in questo momento c’è tanta voglia di far uscire musica. Proprio per questo nei prossimi mesi farò uscire un ep che rappresenta un po’ tutto il viaggio percorso in questi ultimi due anni.

Stiamo lavorando tanto ma siamo davvero vicini.

Di Ines Chadri

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