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Up-People: Andrea Papazzoni

Andrea Papazzoni è un ragazzo classe 1990, su Instagram si chiama @scrivo_brutte_canzoni e si definisce produttore, autore ed editore.
È diplomato in pianoforte classico al conservatorio di Latina ed ha una specializzazione al Musician Institute di Los Angeles. Nel 2015 crea la sua prima etichetta discografica “Nuvole e Sole”, assieme ad Arianna Mereu.

Lo scorso anno, assieme al giovane artista Alfa, conquista due dischi d’oro e un platino con il brano “Testa tra le Nuvole pt.2”. Attualmente è autore del singolo “L’appuntamento” per l’artista emergente Leonardo La Macchia, concorrente del notissimo programma TV Amici di Maria De Filippi.

L’ho intervistato poiché, dal prossimo 23 Gennaio, Andrea lancerà un nuovo ambizioso progetto che ha avuto modo di raccontarci più nel dettaglio nel corso della nostra chiacchierata.
Per sapere di cosa si tratta, continuate a leggere!

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Ciao Andrea! Da qualche anno e a partire dal fortunato binomio Charlie Charles-Sfera Ebbasta, la figura del produttore è arrivata alla ribalta smettendo di giocare nell’ombra e mostrandosi al grande pubblico. Pensi che ciò abbia rappresentato un bene per la tua categoria?

Ciao! Assolutamente si.

Diciamo che, negli anni, finalmente tutte le figure che ruotano intorno alla musica hanno iniziato ad uscire dalla tana. Autori, produttori ed editori, nello specifico, hanno fatto un grande salto in avanti. Credo sia giusto dare spazio a chi, come me, rimane dietro la tenda del palco, ma manovra le dinamiche che permettono poi ai molti di godere della musica e degli spettacoli.

Di questo dovremmo ringraziare anche la De Filippi, è stata la prima in Italia a citare noi autori/produttori e spesso ci ha anche invitato in trasmissione.


Si può dire che, al giorno d’oggi, è un po’ il sogno di molti ragazzini quello di diventare produttori. Stando alla tua esperienza, quanto conta una buona preparazione teorico-musicale e, in generale, che consiglio daresti a chi vuole approcciarsi al mondo della produzione discografica? 

Una preparazione musicale è fondamentale.

Conosco colleghi bravissimi, che non hanno avuto il mio percorso, e ti assicuro che prima o poi i nodi vengono al pettine. Diciamo che la creatività non si studia.

La preparazione tecnica serve invece per mettere quella creatività al servizio delle mani, della voce, delle idee. Senza quella, può dirti fortuna una volta, ma di certo non replicherai un successo.

Sei produttore e autore. Qual è il discrimen tra i due ruoli? 

Credo siano due realtà molto vicine.

Molti pensano che la figura dell’autore sia da legare a quel ragazzo o ragazza che, romanticamente, scrive canzoni guardando dalla finestra.

Io non trovo sia così. Io ho iniziato scrivendo, ma per forza di cose arriva la necessità di dare voce e musica alle proprie parole e, da lì, la produzione. Un cantante molto famoso una volta, prima di salire sul palco mi disse: “Una bella canzone rimane tale anche se interpretata piano e voce, ma vuoi mettere che bel vestito potremmo cucirle addosso?”

Ecco, l’autore è lo stilista, il produttore il sarto che cuce insieme i pezzi, e li rende armonici.

Ma passiamo al tuo nuovo progetto: la label Gotham Dischi. Ti va di raccontarci cos’è e come è nata?

Certamente. Dopo 5 anni a capo di Nuvole e Sole, ho sentito la necessità di cambiare strada.

Complici i successi dello scorso anno, ho preso il coraggio che avevo nel cassetto, e mi sono detto che era il tempo di dare spazio alle mie idee, e solo le mie. Avevo necessità di poter gestire da solo la mia carriera, e forse anche la mia vita. Non rinnego minimamente quello che è stato, perché è grazie a quello che sono qui oggi a parlare con te, ma credo molto nel destino, ed è arrivato il momento di scegliere, per me, e per le persone che hanno creduto in me.

Ho molte belle cose da dire, quest’anno, nonostante la difficoltà evidente data da fattori esterni.

Ve le racconterò piano piano, con poche parole e tante canzoni e collaborazioni nuove.

Ho chiamato l’etichetta Gotham Dischi perché ho da sempre un amore spassionato per Batman e finalmente posso omaggiarlo a mio modo.

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Qual è la mission di Gotham Dischi e in cosa differisce dalle concorrenti?

Sai, ormai il panorama italiano è colmo di etichette e produttori. Ho molti colleghi con i quali vado molto d’accordo. La mia etichetta ha come scopo insegnare e portare al successo giovani emergenti in cui credo. A prescindere dai lavori “grandi” che ho curato, Alfa ad esempio, credo che mi venga bene indirizzare le persone, farle ragionare, incanalare la loro creatività.

Mi è stato detto di riuscire in questo e mi sono promesso di farlo ancora meglio e, chissà, magari un giorno la Gotham Dischi sarà anche un’etichetta di management: questo rimane un mio sogno.

Stiamo attraversando, ormai da quasi un anno, un periodo incredibilmente delicato ed incerto per i lavoratori dello spettacolo e per il settore musicale, almeno sul piano dei live shows.
La tua storia, nonostante ciò, veicola un messaggio di grande resilienza e di speranza per il futuro. Come ti senti a riguardo?

È necessario. Ho visto colleghi, amici, parenti essere in difficoltà.

Quest’anno ha forgiato anche me, non so se avrei avuto il coraggio di fare questo salto un anno fa.

Resilienza poi, che bella parola, mi piace quando una parola mi ricorda qualcos’altro. Resilienza nella mia mente fa rima con coraggio, fermezza, attendibilità.

Non pretendo di avere più coraggio degli altri, e forse neanche mi interessa, ma se anche solo una persona si sentisse ispirata a fare del bene, o fare meglio, o a tenere duro leggendo questa intervista, io andrei a letto felice. Quest’anno mi ha donato tanta umanità, che prima non avevo.

Sono al giro dei trent’anni, era davvero il caso di mettere in fila le parole, i successi, le porte in faccia, i fallimenti e le gioie. L’ho fatto nell’unico modo che conosco: attraverso la musica.

Ultima domanda un po’ particolare: ho notato, dai tuoi social, che ami particolarmente esprimerti a parole. Quali sono i tuoi autori letterari preferiti? E i tuoi riferimenti musicali?

Francesco Piccolo, menzione d’onore perché mi ha letteralmente salvato durante i vari lockdown, Baricco un amore senza tempo per me, ed infine Pirandello, con la sua incerta certezza.

Ecco mi piacerebbe vivere così: certo di poter far meglio e incerto di quello che farò domani. Musicalmente tutto quello che ho studiato ha lasciato una traccia su di me, dagli studi classici al pop più commerciale. Che bello sarebbe se mischiassimo queste nostre conoscenze e non limitassimo la musica in dei “generi” predefiniti?