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Up-People: Vespro

Ho incontrato Vespro, atipico cantautore partito dal rap e che il 23 ottobre ha pubblicato il suo primo EP dal titolo “Mediterraneo” (fuori per Kumomi, Artist First), un disco che non ha paura di suonare sfacciatamente pop e che, tra movenze malinconiche e venature urban (che derivano dalla produzione artistica di OMAKE.

Da Napoli a Milano, passando per Roma, quello di Vespro è uno dei progetti più interessanti della scena underground. Ecco cosa ci ha raccontato!

Ci racconti cosa rappresenta per te il Mediterraneo? E perchè hai deciso di chiamare proprio così il tuo disco? 

Ciao Giulia, “Mediterraneo” perché è ciò che sono. Racconta delle mie radici, da dove vengo e rappresenta il mare di distanza che ci separa adesso. Ho scelto questo nome perché cercavo qualcosa di identitario, di forte, qualcosa di conosciuto, ma che potesse essere visto sotto una luce nuova, diversa, più mia. Ho un forte legame con il mare e questo è un po’ un omaggio a ciò che significa per me, ma è anche, e soprattutto, il mio punto di partenza. Rinasco dal mare.

E sempre Meditereraneo è il tuo disco di debutto, perchè proprio adesso?

Abbiamo scelto questa data perché purtroppo l’emergenza sanitaria ha bloccato i lavori. In realtà sarebbe dovuto uscire in primavera, ma sono piuttosto contento di annunciarlo adesso. L’autunno è un momento dell’anno sempre importante per me e credo che tutto il mood del progetto, nonostante sia un disco di rinascita, si sposi benissimo con il clima e gli scenari autunnali.

E’ vero che hai un passato rap? Che è successo nel frattempo? 

Certo! Ho iniziato come rapper quando avevo circa 16 anni e da subito mi sono legato al rap conscious, all’R&B e ai ritornelli cantati. Inizialmente non sapevo di essere intonato e di poter cantare. Poi, pian piano, ho sentito l’esigenza di tirare fuori la mia voce e ho iniziato a capire in che modo farlo. In questo Omake mi ha dato una grandissima mano, dandomi il coraggio necessario per provarci davvero.

Come nasce la tua collaborazione con OMAKE?

Con Omake ci siamo conosciuti tramite un amico in comune. Ci siamo trovati da subito a nostro agio e abbiamo capito che dovevamo collaborare. Così gli ho mandato alcune demo che avevo nel pc e dopo qualche settimana mi ha girato un provino di “512”, il mio primo singolo, modificata completamente rispetto all’idea iniziale. Lì ho capito che lui avrebbe saputo tirare fuori al meglio ciò che avevo già dentro, ma che non riuscivo ad esternare da solo.

Quando non ci sono è il tuo ultimo singolo, ce ne parli?

”Quando non ci sono” racconta di un periodo piuttosto difficile e buio della mia vita. Facevo fatica a fare qualsiasi cosa e pensavo davvero troppo, le tapparelle erano sempre abbassate, il letto sfatto, la scrivania pure. Ho iniziato a capire che qualcosa nella mia testa non stava funzionando bene perché questo caos si ripresentava all’interno della mia relazione, che ormai volgeva al capolinea. E quindi il brano restituisce proprio queste immagini, questa sensazione di disordine, di sentirsi fuori luogo e inadeguato. Ho voluto finalmente parlare di tutte quelle volte che qualcosa non andava e io cercavo sempre di darmene la colpa, flagellandomi da solo e non cercando davvero una soluzione.

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Come sarà Vespro tra cinque anni, e come vorrebbe essere?

Devo essere sincero, non saprei davvero rispondere. Non voglio programmare nulla, voglio vivermi tutto e cercare di prendere sempre il meglio. Spero vivamente, però, di diventare una persona e un’artista migliore di quello che sono oggi, voglio migliorare e lavorare ancora di più alla mia musica. Poi mi piacerebbe fare un concerto con gli archi. Sarebbe fantastico se la mia musica fosse accompagnata da una piccola orchestra, oltre che dai musicisti.