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Up-People: Davide Diva

Grigio Pedonale è l’ultimo singolo di Davide Diva, cantautore nato e cresciuto nella riviera ligure. Ha sempre un sacco di cose per la testa, ma spesso preferisce non dire niente e scrive canzoni perché non conosce altro modo per tenere tutto in piedi, trovando nello scrivere il suo principale mezzo di espressione.

Grigio pedonale è blu, verde, rosso e alle volte nero. È quello che pensi di dover essere, ma anche quello che non riesci più a tenere dentro.

Il brano viene descritto dal giovane ligure con queste parole. Il grigio è un po’ il colore dell’anonimato, del restare indifferenti e passare quasi inosservati. Può consistere nel non prendere una posizione, nell’adattarsi e fare le cose senza emozioni o particolare coinvolgimento. Infatti, parafrasando le prime parole del brano «il grigio non piace a nessuno, ma comunque viene indossato da  tutti poiché sta bene su un saluto,  su quegli incontri pieni di convenevoli, e sta ulteriormente bene quando si dice che a casa va tutto bene».

E’ un artista che ci è interessato particolarmente, ed ecco cosa ci ha raccontato l’artista a proposito del singolo, della sua vita, delle sue influenze musicali e molto altro.

Raccontaci nel dettaglio cosa significa e rappresenta il titolo del brano. 

Il titolo non ha un vero e proprio significato. Ho sempre accostato, però, il grigio all’ambiente urbano quindi Grigio pedonale. Vuol rappresentare una sosta di mimetizzazione, tipo verde militare in natura.

E il grigio non piace a nessuno / Ma lo indossano tutti. Pensi che il restare indefferenti possa giovare maggiormente rispetto al prendere posizione e quindi assumere un colore?

Non direi che possa giovare, ma che possa essere più semplice. Assumere una posizione è, in un certo senso faticoso ed espone a critiche e rischi. Visto che la vita è spesso piena di questioni faticose credo sia, per me stesso in primis, più comodo essere grigi. E credo che la comodità possa giovare solo a breve termine.

In che momento della tua vita è nato il brano?

Ho scritto veramente molte canzoni, quindi non la collego ad un ricordo specifico. Certamente, però, non sono molto bravo nel prendere decisioni. Questa canzone dev’essere stata il frutto di uno di quei periodi in cui mi sentivo in bilico tra bianco e nero. E alla fine devo essere rimasto grigio abbastanza a lungo da convincermi a scriverci su.

È il tuo secondo singolo. Quando il tuo primo videoclip?

Appena ci sono dei soldi. Scherzi a parte è un periodo molto strano e difficile per tutti. Quando la situazione sarà più distesa ci si penserà.

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Quando si pensa alla Liguria non si può che citare il cantautorato, essa è quasi la “patria” del cantautorato italiano. Ciò come e quanto ha influito sulla tua musica? 

Direi sicuramente troppo. Quando ero piccolo (tra i 6 e i 10 anni) ascoltavo De Andrè e praticamente nient’altro. Dopo di lui sono venuti Guccini, De Gregori, Tenco e tanti altri a ruota. Questo tipo di ascolti, per quanto poi i gusti possano essere cambiati, mi ha portato a dare grande importanza alla parola in musica.

Cerchiamo di fornire un tuo quadro più completo. I tuoi 3 artisti preferiti.

Domanda tostissima, ci sono veramente un sacco di artisti geniali e musiche fantastiche ed io, alle volte, ho il brutto vizio di portarmeli a nausea. Tiro giù un trittico viaggiante. Ora: Boy Pablo; adolescenza: Cremonini; all-time Beatles. Però se fossi perso in un bosco vorrei The tallest man on earth.

Quando hai cominciato a scrivere canzoni?

Più di 5 anni fa, di notte, a bassa voce. Avevo un diario in cui cercavo di riordinare le idee che mi giravano in testa ed è uscita una sorta di canzone. Da lì ho proseguito.

Cosa ti riserva il 2021? Ha già qualcosa in programma?Musicalmente usciranno nuove canzoni a distanza di sicurezza (come da DPCM) che verranno raccolte in qualche maniera e prima o poi suonate. Per il resto spero che sta merda finisca e credo darà nuova consapevolezza e nuove idee per rendere il mondo un posto migliore.

Di Alessandro Pirrone

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