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Up-People: Carrese

CARRESE è tornata con un nuovo singolo, e lo fa coniugando delicatezza e potenza in un brano sospeso nel tempo col quale traduce in musica e parole la difficile realtà della Terra dei Fuochi. Il brano si chiama Terra dei Fiori e vi consiglio di ascoltarlo.

Ho avuto l’opportunità di intervistare l’artista: abbiamo parlato del suo percorso, del suo presente e di qualche spoiler relativo al suo nuovo album.
Buona lettura!


Ciao Roberta. Quanta strada ha fatto la ragazzina dai capelli corti e gli occhi profondi che abbiamo visto nel piccolo schermo anni fa! Come valuteresti “l’esperienza talent” nel complesso, e la consiglieresti a chi ha come desiderio quello di farsi strada nel mondo della musica?

“The Voice” è stato il mio fortunato punto di partenza. Non avrei mai immaginato di piazzarmi al secondo posto. È stata sicuramente un’occasione di crescita sia personale che artistica e porterò sempre con me tutte le persone che ho conosciuto e con le quali ho vissuto mesi molto intensi. Non rifarei però un talent senza avere canzoni pronte “in tasca”. Io sono arrivata in finale senza un progetto discografico da lanciare successivamente e questo sicuramente mi ha un po’ penalizzata. Per cui oggi consiglierei di partecipare a un talent con la sicurezza di aver già qualcosa da dire attraverso la musica, la propria musica.

Per chi ascolta, è lampante l’accresciuta consapevolezza che hai sviluppato come artista, così come l’evoluzione a livello di sonorità e di immagine. Ti va di raccontarci il backstage di questi anni?

Una tappa importante per la mia crescita artistica è arrivata nel 2015 quando ho partecipato a The Voice. Mi ero trasferita a Roma da poco più di un anno, venendo da un paesino molto piccolo, e quella realtà televisiva così forte è stata sicuramente fondamentale per la mia evoluzione. Successivamente ho avuto due anni di intensa attività nei live, con concerti in tutta Italia che mi hanno fatto conoscere tante persone e realtà diverse dalla mia.

La notorietà del talent però non dura per sempre e quando non sono più riuscita a mantenermi solo con i concerti, ho iniziato a lavorare come commessa in un noto department store a Roma. È stato fondamentale per me lavorare al di fuori dell’ambito musicale, mi ha fatto venire una gran voglia di scrivere, di buttare giù le mie emozioni e di lasciarmi alle spalle le insicurezze della me “televisiva”. Proprio in quel periodo sono nate le canzoni che ho pubblicato poi in questo 2020 e una me diversa e più matura.
Anche la mia immagine è cambiata molto: oggi mi reputo libera, priva di preconcetti (o quasi, ci sto lavorando!) e pronta a sperimentare cose nuove, soprattutto in ambito musicale.

A settembre 2018 ho conosciuto la mia produttrice Marta Venturini con la quale attualmente collaboro per la produzione musicale dei miei brani e sono davvero soddisfatta di tutto ciò che ho costruito e delle persone che ho intorno e che mi supportano.

Ho trovato particolarmente a fuoco il sound dei tuoi ultimi singoli (Smart, Vetro, Nodo in Gola, Effetto speciale) che vedono alla produzione, tra gli altri, Marta Venturini (che ha lavorato con nomi di punta come Calcutta, Emma Marrone, Dolcenera). Quanto conta il teamwork in una progettualità artistica a lungo termine come la realizzazione di un album?

Il teamwork è famiglia. È importantissimo per un artista avere persone intorno di cui fidarsi, anche per un semplice consiglio. Marta Venturini oggi è una mia cara amica, oltre che produttrice dei miei brani e direi che in questo caso la “forza femminile” si senta forte e chiara. Abbiamo formato una squadra in cui ci sentiamo a nostro agio e ciò ci aiuta a confrontarci sempre con sincerità quando lavoriamo.

Terra dei Fiori ha un taglio melodico un po’ da ballad pop/rock anni ‘80: quali sono state le tue influenze per questo brano?

Questa sarebbe una domanda da fare a Marta Venturini e, soprattutto per questo pezzo, a Cristiana Della Vecchia che è stata la prima a realizzare un primo arrangiamento del pezzo.

I riferimenti sono di una ballad indie/pop direi, ma retrò. Io ho scritto il brano chitarra e voce e il colore che ha preso è stato soprattutto frutto del loro lavoro.

Nel singolo hai scelto di trattare un tema di estrema delicatezza come quello del dramma della Terra dei Fuochi. L’impressione, da fuori, è che non se ne parli mai abbastanza. Mi piacerebbe, a tal proposito, mettere a tua disposizione questo spazio per raccontarci come vive questa realtà chi la sente sulla propria pelle.

Noi due sotto cieli d’amianto
Sai, è una vita che piango
Sai, è più bello se canto
E se tu rimani al mio fianco

Quando ho iniziato a scrivere questo pezzo, avevo rivisto da poco le inchieste sulla “terra dei fuochi” e mi avevano particolarmente colpito alcune interviste a persone molto giovani malate di tumore. 

Ho iniziato a scrivere le prime parole proprio durante un viaggio in treno verso casa dei miei genitori, in Campania. Ho pensato alla forza di chi sceglie di restare sulla terra che lo ha cresciuto, combattendo ogni giorno contro atroci consapevolezze.
Ho pensato a chi ha scoperto di essersi nutrito per anni di veleni e di aver nutrito i propri figli allo stesso modo.

E oggi continuo a guardarmi intorno, a seguire le inchieste e la “terra dei fuochi” esiste ancora ed è mortale.

È terribile sentirsi soli davanti all’ingiustizia, pensare che nessuno ci voglia ascoltare, eppure è quello che succede ogni giorno quando qualcuno si sveglia e decide di deturpare e violentare una terra su cui mangiano e vivono tutti, lui per primo.

Con “Terra dei fiori” ho cercato di parlare di questo argomento così triste in maniera più velata, quasi sottintesa, delicata.

Dall’ascolto di Terra dei Fiori si percepisce il forte legame che hai con la tua terra, nonostante non vivi più in Campania da tempo. Pensi mai di ritornare?

In Campania, nel paesino da dove vengo, vivono i miei nonni e i miei genitori e ci torno quando posso. Non penso di ritornarci a vivere nel futuro e non perché io lo denigri, ma semplicemente perché mi vedo altrove, nonostante il mio cuore batta sempre lì.

Ti faccio una domanda un po’ particolare: è un gioco. Prova a darci uno sneak peek dell’album utilizzando tre brani di altri artisti a tua scelta.

Coez – Parquet
Coma Cose – Anima Lattina
PSICOLOGI – Tatuaggi

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