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Recensione: Beatrice Dellacasa – Giro Strano

Beatrice Dellacasa è una ragazza di 23 anni che si avvicina all’età di 16 al mondo della musica esplorando vari mondi tra cui soul, jazz, R&B. È anche un attrice, interpreta Martina nella serie TV Netflix Summertime uscita nell’aprile scorso.

Giro Strano è il suo secondo singolo. Il brano racconta di una storia ormai terminata ma che probabilmente non ha ancora trovato la sua fine in quanto rimane qualcosa di aperto, cose non dette;  comunque Beatrice si appresta ad andare avanti domandosi quanto sarà difficile e come sarà il ritorno ad una vita non più condivisa con un’altra persona.

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Si tratta di un brano in cui molti possono rispecchiarsi. La fine di un amore causa sempre flussi di pensieri molteplici e disordinati ma che, come l’artista sottolinea, potrebbero non sancire la fine della storia. In molti casi restano dilemmi, argomentazioni non concluse, motivazioni date non esaustive. Qui riprendo una frase di Franco 126 in Senza di Me, brano di Gemitaiz dove è anche presente Venerus: “Quello che ricordo meglio è quello che alla fine non ci siamo detti”. Quanto appena citato potrebbe essere uno dei fattori che va a scaturire questo  questo scatenarsi di pensieri; ciò si va ulteriormente a sviluppare nella residua speranza / possibilità che in qualche modo tutto possa ricominciare, nel dubbio che il tutto potrebbe esser frutto di una scelta impulsiva.

Giro strano è anche il percorso che la canzone sviluppa. Una canzone che dà subito la percezione che un velo di tristezza sarà presente lungo tutto il tragitto. Il rivelarsi di questa presenza è  dichiarato dalla tromba iniziale che sa di attesa, pensieri notturni che tornano sempre nei momenti in cui ci si incupisce. Quest’ultima lascia il ruolo di protaganista all’artista che, una volta entrata in scena, innalza il morale del brano per poi ritornare ad una riflessione triste la quale, una volta finita, lascia nuovamente spazio principale al raccontarsi dell’artista fino a concludersi con un canticchiare che prelude ad un oltrepassare e lasciarsi alle spalle, anche con la dovuta rabbia, i momenti più sofferti. La malinconia, questo manifestarsi di pensieri, lascia quindi spazio ad un canticchiare quasi spensierato che sottilinea una ripresa d’animo.

Quando termina una storia sopraggiunge il momento dei dubbi, quell’abisso dal quale non sempre si esce in maniera tempestiva fatto di perplessità su come affrontare un nuovo capitolo. Dalle certezze, dall’avere una persona accanto prende il sopravventuo una situazione fatta di incognite, pensieri e perplessità e, un ulteriore dubbio, è rappresentato dal chiedersi come l’altro stia vivendo la situazione.

Chissà se stai provando a sentire come sto /  Chissà se ti domandi a cosa penso dopo un po’ / Fa male e fa bene allo stesso tempo / Tenerti addosso come prendere un momento

Musica che è chiave di ispriazione e di sfogo, un modo per riuscire a contestualizzare e teorizzare  momenti  vissuti e attuali. Raccontarsi in questo modo richiede anche un pizzico di coraggio, “Così di punto in bianco sei sparito / E  quasi fosse un vanto mi hai tradito”, in una società dove l’uscirne vittoriosi o da non sconfitti e il sopraffare l’altro è quasi una prerogativa da perseguire. Il brano  ripercorre sin dall’inizio quello che veramente l’artista vuole raccontare. Alla melodia malinconica, corrispondente ad un primo periodo di stallo e di sconforto, succede subito la giovane cantante con un cambio netto di mood che va a rappresentare una più piena presa di coscienza, seppur la nota malinconica e la tristezza trasparita restano il cardine e le colonne portanti del brano.

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Da prender in considerazione è come il brano e Summertime, la serie tv in cui ritroviamo Beatrice, abbiano un qualcosa che li colleghi. Chissà se il brano è anche figlio della partecipazione a quest’ultima dove trama e accadimenti hanno qualcosa in comune con l’esperienza raccontata in Giro Strano. Amori che in quella giovane età vanno e vengono, sembrano forti ma in realtà non lo sono. Rapporti e relazioni che, facendo poi conto con la realtà, si sgretalano facilmente. Ma stiamo comunque parlando di un prodotto culturale, anche se degno di nota è il riflettersi a vicenda di realtà e cultura.

Giro Strano è godibile, adatto per ogni momento. Il tema trattato nella canzone non deve trarre in inganno, Beatrice racconta il suo vissuto con semplicità, delicatezza ed eleganza non cadendo mai nel pesante e nella pesantezza del tema, facendo sì che all’ascolto non ci si demoralizzi visti i ricordi che il brano stesso potrebbe richiamare. La sonorità e l’andamento del brano vanno poi a completare il tutto creando un buon connubio complessivo al quale è difficile storcere il naso.

Di Alessandro Pirrone

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