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Up-People: COMETE

L’AMORE AI TEMPI DI GLOVO... L'INTERVISTA A COMETE

Eugenio Campagna, in arte COMETE, è uno degli artisti più interessanti dell’ultimo periodo. Ha già fatto parlare bene di sé grazie all’esperienza positiva come concorrente a X Factor 13, ma il suo primo incontro con la musica risale a molto tempo prima.
Eugenio nasce a Roma nei primi anni ’90, appassionato di arte e musica fin da bambino, ha iniziato da ragazzo a scrivere canzoni e poi ad esibirsi come artista di strada nelle vie della sua città. Scrivere canzoni per lui è un’esigenza che nasce dalla voglia di raccontare storie di vita reale, in cui poi il pubblico possa rispecchiarsi nella vita di ogni giorno. Infatti, Cornflakes, il suo primo singolo, uscito durante la sua partecipazione al talent, racconta di una storia d’amore.

Ad aprile esce la sua cover di En e Xanax, storico brano di Samuele Bersani, a cui segue a metà giugno la pubblicazione di Ma Tu, il singolo che ci ha accompagnato per tutta l’estate. Il 23 ottobre esce Glovo, l’ultimo brano disponibile sulle principali piattaforme digitali, ma al tempo stesso il primo brano ad aver presentato COMETE al grande pubblico e aspettato con grande attesa negli ultimi mesi. La canzone immortala il periodo emotivo che porta alla fine di una storia d’amore non ancora conclusa, descrive quella sensazione di sospensione, di solitudine ed incertezza vissuta da una coppia che si sta separando, ma che vorrebbe guardarsi con lo stesso sguardo di prima ma che sa di non poterci più riuscire. Nel brano non mancano i riferimenti al grande cantautorato italiano a cui Eugenio è fortemente legato, in particolare la prima frase vuole omaggiare il grande Lucio Battisti, con riferimento al brano “La collina dei ciliegi”.

In occasione dell’uscita di Glovo, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Eugenio, abbiamo parlato del brano, di amore, di relazioni e tanto altro. Aspettando l’uscita di nuove canzoni, ecco cosa ci ha raccontato.

Finalmente è uscito il tuo ultimo singolo, Glovo, tanto richiesto dai tuoi ascoltatori negli ultimi mesi. Si tratta di un brano che avevi già cantato, come mai hai aspettato tutto questo tempo per pubblicarlo?
Eh sì, finalmente è uscita! Glovo in realtà è pronta dai primi di marzo, l’idea era di pubblicarla per la fine del mese, poi però la pandemia ha cambiato i programmi.

Il brano parla d’amore: una relazione in bilico tra l’andare avanti insieme ed il lasciarsi. Che rapporto hai con l’amore? La fama e l’esposizione ad un pubblico ha cambiato la tua visione sulle relazioni?
Davanti all’amore sono sempre un passo indietro, provo a cantarlo nelle canzoni ma nella vita spesso mi coglie impreparato. La fama non ha cambiato nulla, personalmente il fatto che la gente ti riconosca per strada o che tante persone ti scrivano non cambia la mia visione sulle relazioni. Sicuramente però ci sono più motivi per litigare.

All’inizio del brano hai omaggiato Lucio Battisti, con particolare riferimento a “La collina dei ciliegi”. Come mai la scelta di aprire il pezzo in questo modo? Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente durante la tua vita?
“La paura inquina e uccide i sentimenti”. Questa frase è un concetto, c’è un mondo lì dentro e non penso che avrei mai potuto trovare parole più calzanti. Inoltre, iniziando in questo modo il pezzo, sento che dopo poche parole ti ritrovi catapultato emotivamente lì. Gli artisti che mi hanno influenzato sono svariati, dal cantautorato italiano con Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, Paolo Conte e Ivan Graziani, alle chitarre di Pino Daniele, fino all’hip hop con Eminem e 2Pac. In realtà sono davvero tanti, potrei citarti sicuramente anche i The Smiths, i Blur ed i Red Hot Chili Peppers.

Com’è nato il tuo nome d’arte “COMETE”?
Ero alla ricerca di un nome d’arte, poi una sera è caduto letteralmente dal cielo mentre in barca guardavo le stelle con mio fratello. C’erano un sacco di stelle cadenti e mi è venuto in mente “COMETE”, che può anche essere letto “COME TE” e questo doppio senso mi ha convinto subito.

Ad aprile hai pubblicato En e Xanax, cover del cantautore Samuele Bersani. Si trattava di un periodo molto difficile per l’Italia, a causa del lockdown e di una pandemia in corso. Come mai la scelta di pubblicare un brano così significativo in un periodo così critico? Cosa rappresenta per te questa canzone?
Come ti dicevo prima, Glovo sarebbe dovuta uscire a marzo, ma poi la pandemia ha cambiato i nostri piani. Io trovo che le canzoni siano un po’ lo specchio di una realtà ed uscire con la chitarrina allegra e spensierata di Glovo non era assolutamente in linea con quello che stavamo vivendo a marzo e aprile. En e Xanax è un capolavoro, una storia di paure e della voglia di superarle, una voglia di rivoluzione interna, di cambiare sé stessi per cambiare il mondo, o forse, solo accettarsi per accettare il mondo. Non c’era un periodo migliore per far uscire un pezzo del genere.

Inizialmente eri un artista di strada. Qual è stata la motivazione principale che ti ha spinto a voler fare della tua musica un lavoro? Quando è stato il tuo primo incontro con la musica?
Incontro per la prima volta la musica da bambino, facendo suonare a vuoto le corde della chitarra classica che avevamo a casa, che qualche volta mamma suonava. Inizio a strimpellare da piccolissimo ed è stata l’unica costante nella mia vita. Ho suonato per strada per quattro anni, è stata una palestra ma anche il mio posto di lavoro, un ufficio un po’ ventilato con vista su Roma, una città che mi ha insegnato tanto. L’arte di strada è un lavoro e penso che andrebbe tutelato di più.

Fondamentale per la tua carriera musicale è stata la partecipazione a X Factor 13. Cosa ti ha spinto a far parte del programma? Pensi che la libertà artistica di un cantante sia limitata o rafforzata da un talent show?
Penso che il talent ti possa aiutare a crescere e a farti conoscere se sai chi sei e che cosa vuoi dare alla gente. Se stai ancora cercando di capire cosa vuoi comunicare o come vuoi farlo, in un contesto del genere c’è chi lo farà per te. La libertà artistica parte da una ricerca e questa deve iniziare prima di una partecipazione ad un talent. Ho provato tante strade prima di X Factor, ci sono stati tanti no e tante porte chiuse e nella sala d’attesa, aspettando che qualcuno mi aprisse, mi sono concentrato su ciò che volevo essere davvero su quel palco.

Con quale giudice di XF13 hai legato maggiormente? Quale invece ti ha sorpreso di più?
Sicuramente ho legato maggiormente con Mara Maionchi, la sua schiettezza ti fa sentire come se la conoscessi da sempre. Sfera Ebbasta mi ha colpito molto, da fuori sembra tutt’altra persona; li ho capito che è uno di noi, ci siamo fatti delle belle risate assieme.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti musicali? Ci dobbiamo aspettare l’uscita di un disco a breve?
Fare progetti in questo periodo è difficile, si naviga a vista e si aspettano tempi migliori. Nel frattempo sto lavorando al disco, sperando di farlo uscire il prima possibile, sicuramente nel 2021, o almeno spero. Incrociamo le dita!

Di Stefano Rizzetto

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