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Up-People: Filippo Cattaneo Ponzoni

Filippo Cattaneo Ponzoni propone un’alternativa tutta da scoprire: l’intervista

Filippo Cattaneo Ponzoni è un ventunenne bergamasco inusuale per la scena italiana: cresciuto tra blues e rock’n’roll, il suo sound mescola reminiscenze di cantautorato con un mondo in bilico fra John Mayer e Ben Harper.

Filippo ha iniziato il suo percorso artistico a soli undici anni innamorandosi appunto di una chitarra, strumento che gli porterà notevoli soddisfazioni facendolo diventare chitarrista ufficiale di Ghemon, vetrina prestigiosa e buon punto di partenza per una successiva carriera dedicata al suo progetto solista. Infatti, dal 2018 ha deciso di mettere anima e corpo in quest’ultimo, dedicandosi alla scrittura, al canto e alla produzione di diversi brani, tutti raccolti nel suo esordio. La Tua Alternativa è un EP di sei canzoni capace di riassumere tutte le sfumature creative che lo caratterizzano.

Il video della title track è stato girato da Jacopo Ardolino su due piani sequenza che mostrano l’estraniamento nella parte creativa della nascita e composizione di una canzone, e l’isolamento dell’ascoltatore, la sua immedesimazione nella musica quando l’ascolta.

I brani ci trascinano in riff di chitarra distintivi e memorabili, e i testi nella loro semplicità esprimono concetti sensibili e di rilievo come quello di trovare alternative valide alla propria tristezza nei periodi negativi.

Proprio partendo da questa analisi del brano abbiamo chiesto a Filippo di raccontarci di più per scoprire qualcos’altro sul suo percorso.

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Nei tuoi brani spicca la tua innegabile bravura nel suonare la chitarra. Come mai hai scelto questo strumento e quali sono state le tue principali ispirazioni?
Ho sempre respirato aria di musica in casa ma il mio primo vero approccio è stato in un viaggio in Normandia con amici di famiglia. Uno di loro era un chitarrista e aveva con sé lo strumento: è stato amore a prima vista. Quando sono tornato ho acquistato la mia prima chitarra elettrica e poco dopo ho iniziato da autodidatta. Solo dopo qualche tempo ho iniziato a prendere delle lezioni, e ho capito immediatamente che era quello che avrei voluto fare nella mia vita. Tra le mie maggiori influenze posso citare senza dubbio Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan, Eric Clapton, B.B. King, tra i più recenti non posso non dire John Mayer.

Sei entrato nel mondo dei professionisti a soli diciotto anni grazie a Ghemon. Com’è stata questa esperienza?
È nata in un modo un po’ particolare! Due anni fa avevo postato un video mentre improvvisavo con la chitarra su un pezzo di Isaiah Sharkey, bravissimo chitarrista americano collaboratore di D’Angelo e dello stesso John Mayer, che inaspettatamente ha condiviso il mio video su Instagram. È stato poi notato dal produttore Fid Mella che lo ha inviato a Ghemon, grande fan del genere. Così lui poco dopo, in cerca di nuovi membri per la band, mi ha contattato per un’audizione ed è stata una bella svolta perché ho fatto, e sto tutt’ora facendo, molte esperienze significative e gli sarò sempre infinitamente grato per questo.

Cosa ti ha portato a decidere di esprimerti in prima persona come autore portando un tuo percorso da solista?
È stato un processo decisamente naturale. I concerti e il lavoro in studio con Ghemon hanno favorito e stimolato l’esigenza di dare un mio punto di vista e di scrivere delle canzoni.

È uscito il tuo primo EP La Tua Alternativa, che è anche il titolo di uno dei singoli che lo hanno anticipato. Questo brano colpisce per la sua maturità inducendo a scacciare i pensieri negativi e trovare un’alternativa per vivere meglio. Che consiglio ti senti di dare a chi rincorre i propri sogni e a volte ha paura di non farcela?
Il pezzo parla di un momento di isolamento in cui mi capita di ritrovarmi spesso e che non mi permette di vedere le cose positive, di conseguenza provo a cercare un’alternativa, un lato diverso da cui osservare il mondo. Il consiglio che mi sento di dare a chi rincorre i propri sogni è quello di non fermarsi davanti alle apparenze altrui e ai possibili no che inevitabilmente tutti riceviamo, bisogna essere convinti al cento per cento di ciò che si vuole realizzare e non mollare, anche di fronte alle complessità.

In Chi sei canti che il tempo non darà scampo e non si può tornare indietro. Ci sono degli errori che hai paura di commettere e di non poter tornare indietro per modificarli?
Tantissime volte. Mi capita spesso di rischiare facendo delle scelte che dopo, chiaramente, hanno delle conseguenze. Non potendo tornare indietro non possono essere modificabili. Allo stesso tempo però cerco sempre di scegliere seguendo l’istinto anche se può capitare di sbagliare. In ogni caso, dagli errori si impara per non ripeterli.

Sei un ricordo indelebile stampato nella testa / proverò a dimenticarmi di te”. Come vivi l’amore considerando la vita da musicista nomade in furgone?
Non è semplice vivere e portare avanti una relazione quando si passa poco tempo a casa, perché serve una persona che accetti il lavoro che fai e che sia disposta a rispettare la tua passione. Fino a questo momento non è stato semplice avere dei legami, poi per il futuro chi lo sa.

Questo EP è stato prodotto insieme a Fabio Brignone, bassista milanese. Quanto è stata importante la sua presenza per la realizzazione di questo progetto?
La presenza di Fabio è stata molto importante, per la forte stima che nutro verso di lui, sia umanamente che musicalmente parlando. Lavorare con una persona più grande aiuta: la sua esperienza mi ha portato a crescere ulteriormente e a dare maturità alle canzoni. Mi ha dato numerosi consigli nella ricerca sonora alla base della produzione del disco e gli sono veramente grato per ciò che ha fatto.

Qual è il tuo rapporto con gli altri artisti della scena musicale italiana del momento, ti fai influenzare o cerchi di allontanartene per essere più “puro” possibile?
Ascolto tanta musica diversa e stimo molti artisti del panorama musicale del momento, ma quando scrivo cerco di discostarmi per avere un mio stile e non seguire le mode. È un tipo di ricerca per me indispensabile e che faccio continuamente per avere un sound originale.

Durante i tuoi live possiamo avere l’onore di ascoltare cover di altri artisti, tra cui Battisti. Qual è il tuo background musicale come ascoltatore?
Amo tutto il cantautorato italiano. Battisti dal mio punto di vista è stato un innovatore musicale ed è chiaramente un artista che m’influenza tanto. Oltre a lui, senza dubbio direi Lucio Dalla e Pino Daniele.

Oltre a Ghemon con cui hai già condiviso tanto, con chi ti piacerebbe collaborare?
Sicuramente con Brunori e Diodato, bravissimi cantautori.

Non è facile fare musica oggi dato il periodo storico che stiamo vivendo. Come ti senti a pubblicare un EP in questo momento così particolare
Per esprimere la mia musica ho sempre puntato molto ai live e non poter suonare dal vivo è una grande limitazione. Non nascondo che pubblicare l’EP in questo momento storico è stata una scelta difficile e combattuta. Sono convinto, però, che fosse necessario condividerlo con il mondo proprio ora, rappresenta al cento per cento la mia vita e la persona che sono in questo momento.

Bergamo, la tua città, ha dato recente notorietà a diversi artisti. Qual è il tuo rapporto con i colleghi e quanto influenza il posto dove siete nati e cresciuti?
Vero, ci sono un sacco di fenomenali cantautori emergenti a Bergamo, è una scena estremamente ampia. Abbiamo l’esempio dei Pinguini Tattici Nucleari che in pochissimo sono stati in grado di arrivare a molte persone gente e per me sono di grande ispirazione. Il rapporto con gli altri musicisti bergamaschi devo dire che è molto bello, c’è rispetto e fermento e questo mi entusiasma.

Per il futuro che sorprese ci riserverai?
Quando sarà possibile, mi piacerebbe fare una presentazione dell’EP live, anche semplicemente in acustico. Nel frattempo andrò in studio a registrare nuova musica, sto lavorando ad altre canzoni e spero presto di finire questo secondo progetto.

Di Filippo Duò e Giada Consiglio

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