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Recensione: I Calendari – Pessimo Pop

I Calendari, nome d’arte del pugliese classe ‘95 Dario del Viscio, è tornato lo scorso 16 Ottobre con un nuovo singolo.

Il nome evocativo, “Pessimo Pop”, ci fornisce già un assaggio del taglio ironico che caratterizza la produzione di questo brano in particolare.

Il giovane artista attinge a piene mani dalla migliore tradizione del cantautorato italiano, da Battiato a Brunori Sas ai Tre Allegri Ragazzi Morti, con cui peraltro si esibisce nel 2019. “Pessimo Pop” tratta, in chiave leggera ed ironica, della crescita artistica e allo stesso tempo anagrafica dell’autore il quale si trova catapultato dall’essere un giovanissimo artista ingenuo e spensierato, a venticinquenne che vuole vivere di musica e si scontra con gli ostacoli della vita adulta.

i calendari cantante

Le critiche all’ordine del giorno con cui “puoi riempirci un quartiere”; la necessità di apporsi (o di vedersi apposte) delle etichette a livello stilistico in cui rimanere confinato senza lasciare spazio alla sperimentazione, sono questioni che I Calendari decide di buttarsi alle spalle. Nel ritornello, particolarmente orecchiabile e sbarazzino, ripete infatti di non volersi identificare con nessun genere in particolare, focalizzandosi solo su ciò che di bello vede intorno a sé:

Non sono indie, mi sento rock, faccio un pessimo pop

e non me ne importa: mi godo i momenti, quelli felici.

Ecco, è esattamente questo è il mood del singolo: una produzione gioiosa, estremamente semplice e leggera, impreziosita dalla linea melodica del violoncello che riesce ad abbracciare efficacemente il pezzo conferendogli quel tocco in più. Lo schema ritmico è quello classico: strofa (se posso permettermi, un tantino ripetitiva ma tutto sommato funzionale), ritornello, strofa, bridge, ritornello.

Un particolare apprezzamento personale va all’assolo di chitarra, eseguito da Antonello Cimbasso: davvero on point, semplice e diretto, senza fronzoli e assolutamente efficace.

Di certo “Pessimo pop” non sarà una pietra miliare dell’indie italiano, ma non è questo l’intento dell’autore. In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui l’incertezza la fa da padrone, il messaggio de I Calendari arriva forte e chiaro, e mi sento di condividerlo a pieno. L’importante è sentirci liberi di essere noi stessi, cercando di non prenderci troppo sul serio e magari ridendo della “vita di merda” che abbiamo tra le mani.