Movie Music Moments: Bande à Part

La rubrica dei momenti musicali più iconici del cinema

Inauguriamo la rubrica “Movie Music Moments”, i momenti musicali più iconici del cinema e lo facciamo proponendo una delle scene più conosciute della filmografia di Jean-Luc Godard, tratta dal film del 1964 Bande à Part, considerato dai critici una delle massime espressioni della Nouvelle Vague.

Nella pellicola, gli artifici propri della narrazione godardiana ricorrono sistematicamente, sebbene in maniera più sporadica rispetto ad altri film più iconoclastici e polemici nei confronti del canonizzato “cinéma de papa“.

Non è un caso che proprio all’inizio del film Godard faccia scrivere all’insegnante sulla lavagna “classique = moderne“. La lezione che sta svolgendo è su Shakespeare, e per poter spiegare il carattere universale della sua opera utilizza le parole di T. S. Eliot, che in “The Tradition and The Individual Talent” afferma che “tutto ciò che è nuovo è per questo tradizionale”.

La provocazione del regista è, sin da subito, chiara: Godard ha fatto della novità e della rottura con gli stilemi convenzionali del cinema uno dei suoi tratti più rappresentativi; nell’ossimoro sulla lavagna – che ricalca la retorica del paradosso propria della narrativa godardiana -, c’è tutta la volontà programmatica di dichiarare che la ricerca stessa della modernità, del nuovo, si attua in un orizzonte che tiene conto del classico, per poterlo quindi rimaneggiare, trasgredire, sovvertire.

Con questo elemento chiaro e enunciato sin dall’incipit, Godard ci offre da subito la chiave di lettura per poter accedere al mondo che lui stesso ha immaginato e ricreato, in cui il rapporto tra realtà e illusione viene continuamente sovvertito; dentro questa voragine sistemica la grammatica strutturale del cinema – inteso nella sua accezione classica di psicologia, illusione del reale e romanzo – viene completamente scardinata, ed è così che il cinema si libera delle convenzioni stringenti che lo limitano e lo attanagliano e diventa (o torna?) puro.

Seminale in tal senso è la celeberrima scena del ballo, il movie music moment che abbiamo deciso di proporre oggi.

Montando e rimontando suoni, immagini e parole, Godard si avvale di tanti elementi di “disturbo” che vanno a interrompere il flusso narrativo di cui normalmente si avvale il cinema per ricreare l’illusione della realtà; lo scopo di Godard è quello di sovvertire il linguaggio semiotico e normativo, un velo – rassicurante ma ingannevole – da lacerare per permettere a ciò che si nasconde dietro di filtrare e venire fuori.

Venendo meno la pretesa di significare qualcosa di certo, il cinema si toglie la maschera e giunge alla più pura essenza espressiva.

In questa scena, i 3 protagonisti – delle goffe imitazioni dei ladruncoli dei B movies americani ai quali il film affettuosamente si ispira -, dopo aver osservato un minuto di silenzio (in realtà 36 secondi di assoluta assenza di suono in cui lo spettatore osserva incredulo facendo i conti con la propria propensione alla suspension of disbelief), ballano sulle note della canzone jazz “The Madison”, composta appositamente da Michel Légrand per il film. L’interruzione sistematica della musica e l’intrusione della voce fuori campo (che è di Godard stesso) che parla direttamente allo spettatore rivelando i pensieri e i sentimenti dei personaggi – invece di trasmetterli tramite delle azioni mirate a svelarli -, sono solo alcuni degli esempi degli espedienti utilizzati dal regista per realizzare quella rivoluzione filmica e concettuale di cui parlavamo poc’anzi, regalandoci un ludico e raffinato momento di cinema assoluto.

Ecco a voi la scena, da godere in tutta la sua intrinseca, geniale, consapevole leggerezza.

Here’s a doozy: i Baustelle si sono ispirati proprio alla famosa scena del ballo in Bande à Part per il videoclip della canzone Un romantico a Milano (2005) mentre, come è noto, la scena del ballo è stata ripresa in Pulp Fiction di Quentin Tarantino, il cui lavoro è stato fortemente influenzato dall’opera di Godard, a tal punto che il regista americano ha fondato una compagnia di produzione cinematografica chiamata “A Band Apart”.