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Jay-Z For Dummies

Realizzare il sogno americano e non accontentarsi

In economia, in politica, nella moda, nel narcotraffico e soprattutto nel rap la
parola dʼordine è concorrenza e in un ambiente hobbesiano, come quello del
ghetto, in cui lʼunica logica applicabile è quella del “lupo mangia lupo” ciò che
farà davvero la differenza sarà la tua abilità di farti spazio tra la folla, con le
buone o con le cattive.

Il rap è sempre stato un mezzo utilizzato da molti per poter documentare la realtà straziante e i drammi quotidiani del ghetto, unʼarma capace di dare voce ai ‘voicelessʼ e sollecitare milioni di coscienze allo stesso tempo.

Quello che però JAY-Z, a differenza del resto dei rapper che lo avevano
preceduto è riuscito a fare, è stato creare dal nulla un impero sterminato: dallo
streaming musicale allo streetwear, dallo sport al mercato vitivinicolo; ci si
rende subito conto di come il rap ricopra soltanto una parte dei guadagni.

Essere abbandonato dal proprio padre a soli dodici anni, ritrovarsi a vivere in
lotti stretti come scatolette di tonno e vedere i tuoi cari scomparire per qualche
‘regolamento di contiʼ o per il crack ti fa sentire come un animale, chiuso in una
gabbia con altri predatori pronti a tutto pur di sopravvivere. Tutte queste erano
condizioni di cui Hov è sempre stato perfettamente al corrente ma essere un
‘drug dealerʼ per il resto dei suoi giorni non gli sembrava essere la soluzione
adatta.

Eʼ da qui che parte ‘the rags to richesʼ di uno dei più grandi mcʼs della storia del
rap, il prototipo per eccellenza del sogno americano che ha fatto della sua
resilienza e della sua leadership il proprio biglietto da visita per unʼAmerica
irriducibilmente bianca.

Dopo i numerosi e forsennati rifiuti da parte delle maggiori case discografiche,
Jay accompagnato dagli amici e ‘business partnersʼ Damon Dash e Kareem
Biggs fonda nel 95ʼ la Roc-A-Fella Records con la quale pubblica il suo album di
debutto ‘Reasonable Doubtʼ, un ‘record for the agesʼ capace di catapultare
lʼascoltatore su una scenografia alla Scorsese.

Nonostante il disco non avesse riscosso il successo che meritava, in parte a causa dei suoi criptici contenuti, Jay era riuscito comunque a far circolare il suo nome per tutta New York e
questo era già abbastanza.

Nel frattempo si susseguono due album ‘In my lifetime Vol.1ʼ e il tanto
acclamato ‘Vol.2…Hard Knock Lifeʼ che regalerà a Hov il suo primo di 22, sì 22,
grammy nel 98ʼ: ‘Best Rap Albumʼ. Finalmente comincia ad essere dato a
Cesare quel che gli spettava. Tutto questo però non lo fa rallentare e proprio
prima della fine del millennio è il turno di ‘Vol.3…life and times of S.Carterʼ e di
Rocawear, linea di abbigliamento ‘a chilometro zeroʼ che nel 2006 verrà
venduta per una cifra che si aggirerà intorno ai 204 milioni.

Nonostante la sconfitta subita nella battaglia a colpi di dissing con un altro mostro sacro,Nas, cʼè comunque chi proclama Hov ‘kingʼ del rap, ma subito dopo lʼuscita di altri
tre album tra cui ‘The Black Albumʼ, quello di ‘99 problemsʼ, ‘Dirt off your
shoulders
ʼ e di ‘Encoreʼ, qualcosa sembra non andare tra lui e i suoi.

Dame e Kareem lasciano la Roc-A-Fella e Jay, diventato il presidente della Island Def
Jam decide di ritirarsi. Tranquilli è solo una pausa di riflessione. Nel 2006 il re
torna con ‘Kingdome Comeʼ e si sente come la narrativa comincia a cambiare,
ora lo sguardo è tutto rivolto al business. Lʼintenzione di spingersi oltre,
andando aldilà del rap è fortissima e così nel 2008 è il turno di Roc Nation; ‘a
new venture companyʼ ‘double-faceʼ che oltre a fare da talent scout, opera nel
campo della filantropia, dello sport e del business appunto. Campo questo nel
quale bisogna saper muovere bene le proprie pedine e se nel gioco degli
scacchi il re è sempre accompagnato dalla sua regina anche in questo caso Hov
non è da meno: sua maestà Beyoncè diventa una Carter.

2013: i grammys salgono a quota 19 e quale miglior modo per brindare che
versarci dentro un goccino di DʼUsse, marca di cognac di cui Jay è appena
diventato il comproprietario insieme al colosso Bacardi. Il distillato però non è il
solo alcolico che gli fa ‘boccaʼ e così il 2014 è il momento di un maxi
investimento da 200 milioni per lʼacquisto dellʼasso di picche nel mondo dello
champagne: Armand De Brignac, alla vostra.

Il tempo passa ma il lupo il vizio non lo perde, affatto.Il fiuto per il denaro lo
porta nel 2015 a compiere un doppio investimento: 20 milioni per JetSmarter,
compagnia di jet privati stile Uber e Tidal, piattaforma musicale rilanciata con
unʼincredibile campagna di massa targata ‘TIDALforAllʼ.

Due anni dopo ‘4:44ʼ è fuori e Roc Nation nel 2019 tra brindisi e brunches
chiude un accordo storico, diventando il direttore artistico dellʼNFL e dei suoi
halftime show al Super Bowl.

Essere il primo rapper miliardario della storia è cosa per pochi, per prescelti ma
ad Hov le profezie non sono mai piaciute:

You have a certain life, it leads either to jail or it leads to death so itʼs up to you
to change the narrative.