flame parade cosmic gathering album cover

Recensione: Flame Parade – Cosmic Gathering

flame parade cosmic gathering album cover
Data di uscita
14 Febbraio 2020
Genere
Folk Pop
Etichetta Discografica
Materiali Sonori
Durata
34:00
Il nostro Punteggio
4.5
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È impossibile definire con una sola parola cosa siano, come funzionino e che tipo di musica facciano i Flame Parade.

Il gruppo è al 100% italiano, nato nel 2012 dall’intesa tra Marco Zampoli, Mattia Calosci e Letizia Bonchi, adesso accompagnati anche da Niccolò Failli e Francesco Agozzino, e ha origine ad Arezzo, in Toscana.

Sul sito di Rockit, dove si possono trovare e ascoltare sia questo album che il loro EP di debutto (A New Home, 2016), il gruppo è listato come “Indie, folk, alternativo”, ma la verità che si scopre ascoltando il loro album di debutto è che qualunque definizione, specialmente quelle basate sui generi, non basta a descrivere i contenuti e i guizzi creativi che compongono la visione creativa di questa band.  

Cosmic Gathering promette sin dalla copertina un’esperienza spaziale, stravagante, atmosferica, e non si può dire che in questo senso non ottenga un pieno dieci e lode.

Solo elencare i tipi di strumenti che si ascoltano e scoprono nell’album richiederebbe una lista a parte.
Si sentono le chitarre elettriche, naturalmente – ma si sentono anche cori di ottoni, assolo di violino, armoniche, elementi elettronici.
Una diversità di “pezzi del puzzle” che i Flame Parade riescono a combinare tuttavia in maniera organica, funzionale – i sapori delle singole melodie si mescolano senza che nessuno mai ne soverchi un’altro.

L’album si allarga in atmosfere melanconiche, incerte, guidate dalla buona voce di Marco Zampieri, e le esamina con una maturità e una grazia ammirevole soprattutto per un gruppo di debuttanti.
La matrice folk-rock rimane fermamente intatta per tutta la durata di Cosmic Gathering.

Anche nelle tracce più lente e riflessive, come “I’m A Mountain” e la title track “Cosmic Gathering“, il basso e la sessione ritmica mantengono una presenza forte e prevalente, che assicurano che nessuna di esse sprofondi nella noia o nella monotonia.

C’è un senso di equilibrio e di ponderatezza in Cosmic Gathering, di quello che si sente quando la musica è fatta da qualcuno che ci tiene e ha qualcosa di sé da raccontare. Senza cascare tuttavia nella trappola della pretenziosità, dell’esagerazione.
Rockit lo definisce pop, e in un mondo ideale li si potrebbe ascoltare alla radio.  

Cosmic Gathering presenta una band in pienissima forma, dalla matrice creativa accesa e inarrestabile, costruito con onestà e con vocazione.
Difficile incunearlo in un genere, definire a cosa paragonarlo – che i paragoni che vengono in mente in automatico sono due band differenti come le First Aid Kid e i Red Hot Chili Peppers basti a indicare la particolarità di questo gruppo – ma si capisce nonostante tutto che è opera di onestà e visione artistica.

Per dire a chi può piacere si potrebbe pensare a tutti.
A chi ha voglia di provare qualcosa di nuovo, di particolare, di onesto.
Così è nel suo profondo Cosmic Gathering. La sua bellezza sta nel suo essere.  

Un gruppo a piena ambizione
Difficile classificare che tipo di gruppo siano i Flame Parade, difficile anche solo incunearli in un solo genere. Certo è che meriterebbero molto più interesse di quanto non ne ricevono adesso.
Quelle preferite
Blue Road Behind The Door
Kill The Deamon
Moon On Fire
Old Nick
Thunder Clap
Quelle meno
Opium Town
4.5